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Cronaca Della Psicodeflazione | Not | NERO

16/6/2020 ☼ By not.neroeditions.com. Taken from instapaper. Tags:

Source: https://not.neroeditions.com/cronaca-della-psicodeflazione/

Highlights

  • la malattia si manifesta a questo punto, modestamente letale, ma devastante sul piano sociale e psichico, come una reazione di autodifesa della Terra e del corpo planetario (View Highlight)

  • Quel che provoca panico è che il virus sfugge al nostro sapere: non lo conosce la medicina, né lo conosce il sistema immunitario. E l’ignoto tutt’a un tratto ferma la macchina. Un virus semiotico nella psicosfera blocca l’astratto funzionamento dell’economia, perché le sottrae i corpi. Vuoi vedere? (View Highlight)

  • fissazione psicotica (View Highlight)

  • la mente iperconnessa sottoposta per tre decenni alla tensione ininterrotta della competizione e dell’iperstimolazione nervosa, alla guerra per la sopravvivenza, alla solitudine metropolitana e alla tristezza, incapace di liberarsi dalla scimmia che ruba la vita e la trasforma in permanente stress (View Highlight)

  • La recessione economica che si prepara potrà ucciderci, potrà provocare conflitti violenti, potrà scatenare epidemie di razzismo e di guerra. È bene saperlo. Non siamo culturalmente preparati a pensare la stagnazione come condizione di lungo periodo, non siamo preparati a pensare la frugalità, la condivisione. Non siamo preparati a dissociare il piacere dal consumo. (View Highlight)

  • La rivoluzione non era più pensabile, perché la soggettività è confusa, depressa, convulsiva, e il cervello politico non ha più alcuna presa sulla realtà. E allora ecco una rivoluzione senza soggettività, puramente implosiva, una rivolta della passività, della rassegnazione. Rassegniamoci. Tutt’a un tratto questo appare come uno slogan ultrasovversivo. Basta con l’agitazione inutile che dovrebbe migliorare e invece produce solo peggioramento della qualità della vita. Letteralmente: non c’è più niente da fare. E allora non facciamolo. (View Highlight)

  • È difficile che l’organismo collettivo si riprenda da questo shock psicotico-virale e che l’economia capitalistica ormai ridotta alla stagnazione irrimediabile riprenda il suo cammino glorioso. Possiamo sprofondare nell’inferno di una detenzione tecnomilitare di cui solo Amazon e il Pentagono hanno le chiavi. Oppure possiamo dimenticare il debito, il credito, il denaro e l’accumulazione. (View Highlight)

  • Stanca di elaborare segnali troppo complessi, depressa dopo l’eccessiva sovreccitazione, umiliata dall’impotenza delle sue decisioni di fronte all’onnipotenza dell’automa tecnofinanziario, la mente ha abbassato la tensione. Non che la mente abbia deciso qualcosa: è l’improvviso abbassarsi della tensione che decide per tutti. Psicodeflazione. (View Highlight)

  • Naturalmente si può sostenere l’esatto contrario di quello che ho detto: il neoliberismo, nel suo matrimonio con l’etnonazionalismo, deve compiere un salto nel processo di astrazione totale dalla vita. Ecco allora il virus che costringe tutti a casa, ma non blocca la circolazione delle merci. Eccoci sulla soglia di una forma tecnototalitaria in cui i corpi saranno per sempre consegnati, controllati, telecomandati. (View Highlight)

  • Il timore di una pandemia è più pericoloso del virus stesso. Le immagini apocalittiche dei mezzi d’informazione nascondono un legame profondo tra l’estrema destra e l’economia capitalista. Come un virus ha bisogno di una cellula viva per riprodursi, anche il capitalismo si adatterà alla nuova biopolitica del XXI secolo. (View Highlight)

  • Il nuovo coronavirus ha già influito sull’economia globale, ma non fermerà la circolazione e l’accumulazione di capitale. Semmai, presto nascerà una forma più pericolosa di capitalismo, che farà affidamento su un maggior controllo e una maggiore purificazione delle popolazioni». Naturalmente l’ipotesi formulata da Horvat è realistica. (View Highlight)

  • I polmoni sono il punto più debole, sembra. Le malattie respiratorie si diffondono da anni in proporzione all’estendersi nell’atmosfera delle sostanze irrespirabili. Ma il collasso avviene quando, incontrando il sistema mediatico, intrecciandosi con la rete semiotica, il biovirus ha trasferito la sua potenza debilitante al sistema nervoso, al cervello collettivo, costretto a rallentare i suoi ritmi. (View Highlight)

  • Mi rendo conto di essermi infilato in un classico doppio legame batesoniano. Se non telefono per disdire la cena mi metto nella condizione di poter essere un untore fisico, di poter essere portatore di un virus che potrebbe uccidere mio fratello. Se invece telefono, come sto facendo, per disdire la cena, mi metto nella condizione di essere un untore psichico, cioè di diffondere il virus della paura, il virus dell’isolamento. (View Highlight)

  • Siamo entrati ufficialmente nell’era biopolitica, in cui i presidenti non possono nulla, e solo i medici possono qualcosa, eppure non tutto. (View Highlight)

  • All viruses are foreign by definition, but the President has not read William Burroughs. (View Highlight)

  • Il capitalismo è un’assiomatica, cioè esso funziona sulla base di una premessa indimostrata (necessità della crescita illimitata che rende possibile l’accumulazione di capitale) (View Highlight)

  • Potremmo uscirne, come prevede qualcuno, nelle condizioni di un perfetto stato tecno-totalitario. Nel libro Black Earth, Timothy Snyder spiega che non c’è condizione migliore per la formazione di regimi totalitari che le situazioni di emergenza estrema, in cui la sopravvivenza di tutti è in gioco. (View Highlight)

  • Terrore è una condizione in cui l’immaginario domina completamente l’immaginazione. (View Highlight)

  • L’immaginario è l’energia fossile della mente collettiva, le immagini che l’esperienza vi ha depositato, limitazione dell’immaginabile. L’immaginazione è l’energia rinnovabile e impregiudicata. Non utopia ma ricombinazione dei possibili. C’è una divaricazione nel tempo che viene: potremmo uscirne immaginando una possibilità che fino a ieri appariva impensabile: redistribuzione del reddito, riduzione del tempo di lavoro. Eguaglianza, frugalità, abbandono del paradigma della crescita, investimento delle energie sociali nella ricerca, nell’educazione, nella sanità. (View Highlight)

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