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Eneide

26/1/2021 ☼ By Publio Virgilio Marone. Taken from ibooks. Tags:

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Highlights

  • Io sono colui, che tu scorgi lambire     le rive con piena corrente e fendere fertili campi,     il glauco Tevere, fiume al cielo carissimo. Qui     l’ampia mia casa; la fonte nasce fra elette città”. 65 65 Disse, e quindi il fiume si immerse nell’acque cupe,

  • Io sono colui, che tu scorgi lambire     le rive con piena corrente e fendere fertili campi,     il glauco Tevere, fiume al cielo carissimo. Qui     l’ampia mia casa; la fonte nasce fra elette città”. 65 65 Disse, e quindi il fiume si immerse nell’acque cupe,   LAT cercando il fondo; la notte e il sonno lasciano Enea.

  • LIBRO OTTAVO

    • Note: È un canto che mette le basi poetiche per la futura Roma, è un canto centrale nel progetto di Virgilio. Mentre guarda le truppe nemiche che si radunano sulla sponda opposta del Tevere, Enea cade addormentato e in sogno gli appare il dio del fiume Tiberino che, dopo avergli annunciato che lì suo figlio Ascanio fonderà una città di nome Alba, gli suggerisce di allearsi con Evandro, principe di una cittadina del Palatino. Il giorno successivo Enea risale il fiume ed entra nella città. Qui il figlio di Evandro, Pallante, lo riceve benevolmente. Enea, parlando al re, gli ricorda il comune antenato dei loro due popoli Atlante, e gli chiede aiuto. Evandro risponde che Tarconte, capo di tutti gli Etruschi, ha riunito i reggitori delle varie città, coi loro eserciti, per condurre una guerra proprio contro Turno e Mezenzio, ma affiderebbe volentieri il comando delle operazioni a Enea. Il capo troiano accetta e si dirige immediatamente verso le spiagge del re etrusco”. In quei pressi Venere consegna a Enea armi divine e soprattutto uno scudo opera di Vulcano, su cui sono rappresentate scene della futura storia di Roma, dalla nascita di Romolo e Remo al trionfo di Augusto dopo la vittoria di Azio.
  • A lui Tiberina, nume del luogo, dal gaio fluire,     fra il rameggiare dei pioppi, parve, vecchio alquanto,     uscire a mostrarsi: azzurro mantello di lino sottile     l’avvolgeva e giunchi mettevano ombra ai capelli.

  • Arcadi, stirpe da Pallante discesa, che Evandro 51-54   re fedeli seguirono e le sue insegne, scelsero     in queste contrade un luogo e posero sede su monti,     Pallanteo, dal nome del proavo Pallante.

  • Io sono colui, che tu scorgi lambire     le rive con piena corrente e fendere fertili campi,     il glauco Tevere, fiume al cielo carissimo. Qui     l’ampia mia casa; la fonte nasce fra elette città”. 65 65 Disse, e quindi il fiume si immerse nell’acque cupe,   LAT cercando il fondo; la notte e il sonno lasciano Enea.     S’alza, e rivolto allume nascente dell’etereo     sole, acqua con concave mani altinge, secondo     il rito, dalla corrente, e tali suppliche innalza: , 70 70 Ninfe, Laurenti ninfe, da cui scaturiscono i fiumi,     e tu, Tevere padre, con il fluire tuo sacro,     Enea accogliete, sottraetelo al fine ai rischi.     In qualunque fonte l’acqua ti celi, mentre     commiseri le mie sventure, in qualunque terra tu sgorghi ,   75 bellissimo, sempre con doni e riti sarai onorato     da me, lunato fiume, re delle acque Esperidi: 77   assistimi, soltanto, e più certo palesa il tuo volere”.

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